George Clooney a Venezia “I miei compromessi non uccidono le persone”
Si parla di seduzione nel film di George Clooney Le idi di marzo, ma soprattutto si parla di politica e di compromessi. Il film di apertura della 68.ma Mostra del cinema di Venezia ha riscosso un ampio successo tra stampa e accreditati. Il regista Clooney, molto prolisso, sorridente e disponibile con i giornalisti e i fans, ha portato la Lido una bella truppa: Philip Seymour Hoffman, Evan Rachel Wood, Marisa Tomei, Paul Giamatti. Mancava colo Ryan Gosling, il protagonista del film.
Conferenza stampa piena, Evan Rachel Wood molto entusiasta, secondo noi è merito del prosecco:”Tutti possono essere sedotti e manipolati e questo è un bel modo per ottenere quello che si vuole” ha detto l’attrice ridendo. Nessuno ha avuto il cattivo gusto di chiedere se anche lei, come la stagista che interpreta nel film, si è fatta ripassare da George. Magari si. La solita domanda sulla possibile entrata in politica di Clooney è arrivata puntuale, ma George ha accolto con un sorrisone. “Prima di tutto il titolo: 15 marzo è la data della storia e alcuni degli argomenti erano sheakesperiani. Per quanto riguarda l’altra domanda, guardi, la carica è occupata da un uomo molto più in gamba di molti altri, che sta affrontando grandi difficoltà in questo momento, perchè scegliere un posto così difficile?“.
George è stato politicamente correttissimo, parlando anche dei compromessi. Ogni giorno c’è un compromesso da accettare, ma nessuno di quelli che accetta lui da regista provoca alcune migliaia di morti, come accade in politica. Al massimo, si becca qualche recensione negativa…La mia domanda inespressa è questa: la canalis era un compromesso?




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