Michele Santoro lascia: chiude Annozero

Il pubblico ci perde. Non importa da che parte vota, quando un giornalista non informa più, ci perdono tutti.
Dopo anni di battaglie in tribunale, Michele Santoro ha annunciato (meglio: lui non ha detto niente, è uscito sui giornali) che il suo contratto blindato dal tribunale con la Rai verrà sciolto in comune accordo. Ergo, Annozero chiude. Molta la felicità del direttore generale Mauro Masi che da mesi, su pressione del governo sta cercando di mandare via il giornalista e chiudere il programma, che però era difeso dalle condizioni del contratto di Santoro. Ora, dopo l’annuncio che la Rai sarebbe ricorsa in Cassazione contro la sentenza che la obbliga a farlo lavorare, Michele Santoro ha deciso di mollare e prendere un’altra strada. Perciò la trasmissione più vista e redditizia di Rai 2, rete già al collasso per i debiti, chiude definitivamente:
Contro le promesse fatte a Santoro, dopo il successo di Annozero 2010, la Rai ha infatti deciso di ricorrere in Cassazione contro la sentenza che permette alla trasmissione di andare in onda. Senza peraltro, anche qui, alcuna opposizione dei consiglieri di minoranza. “Questo significa altri tre anni almeno di trincea con gli avvocati - ha spiegato Santoro ai suoi - Significa anche non poter cambiare d’una virgola il programma, non poter dare un’intervista perché ogni volta rischio il licenziamento. Significa doversi ripetere all’infinito in questa specie di soap dal titolo: ce la faranno i nostri di Annozero a durare fino alla prossima puntata? Basta”. Per essere sinceri, significa anche non poter mai chiedere un adeguamento del contratto.
Santoro guadagna 500 mila euro netti all’anno, che in tempi di crisi possono indurre ad amare riflessioni, ma dal suo punto invidiabile di vista costituiscono un compenso fuori dal mercato televisivo. Dove, per fare un esempio a caso, uno come Bruno Vespa, con un programma certo assai meno remunerativo per l’azienda Rai, guadagna tre volte di più. A parte i milioni, c’è il divertimento. “L’ultima volta che ci siamo davvero divertiti è stato con ‘Rai per una notte’. Ma se io cambio la formula di Annozero, non ho più lo scudo del magistrato e non posso andare in onda“. (repubblica)
Non si è mai visto che una rete tv ricorre in Cassazione per chiudere la sua trasmissione di informazione che fa più successo. Santoro prenderà un bel po’ di soldi per andarsene. Meglio nelle sue tasche che in quelle degli avvocati assunti per il ricorso in Cassazione, no? O meglio nelle casse della Rai, certo, se il programma e tanti altri programmi mai nati andassero in onda. Qualcuno li guarda. Milioni di persone, anzi.



Dieci milioni di euro, di soldi nostri.. e nè Travaglio nè Vauro sapevano nulla..non ho parole. A parte che ha ragione, a lui è convenuto, a noi per un verso o per un altro no.