Leone d’oro a Sofia Coppola, italiani a secco
Io lo temevo, ma per una volta non è successo. La giuria della 67ma Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia ha fatto la scelta giusta e ha premiato dei bei film, che hanno colpito il pubblico e non hanno fatto addormentare nessuno (cosa frequente ai festival). Il Leone d’oro, massimo riconoscimento, è andato a Somewhere di Sofia Coppola, bel film leggero e intenso allo stesso tempo, che parla del rapporto padre/figlia. Il pubblico non lo ha amato finora, ma date retta, andateci.
Le coppe Volpi non sono state assegnate, come da tradizione, ad un film italiano come ‘contentino’. Anzi, gli italiani non hanno vinto niente, nonostante due registi italiani in giuria. Per una volta le coppe sono state assegnate a qualcuno che le meritava davvero. O meglio, mi correggo. La vincitrice femminile è Ariane Labed, per Attenberg, giovane ma bravissima. Il vincitore è quel pagliaccio di Vincet Gallo per Essential Killing, che da giorni è al Lido, ma non si fa fotografare, né intervistare e non sale su nessun palco, uscendo dalle porte sul retro come un ladro. La sua coppa l’ha ritirata il regista del film Essential Killing (un po’ forte e anche un po’ difficile da seguire, ma vale la pena) Jerzy Skolimovski, che lo ha chiamato sul palco con “Come on boy, I know your are here” facendo finta di cercarlo con le sguardo. Un vero ragazzino Vincent, il cui egocentrismo non merita questo premio. Che sarebbe dovuto andare a Paul Giamatti di Barney’s version, delicato e ben scritto che racconta la vita di uno sceneggiatore americano.
A parte ciò, l’edizione più austera e con meno star degli ultimi anni si chiude con un solo ricordo: la simpatia di Quentin Tarantino, miglior presidente di giuria di sempre, che non ha negato un sorriso e un autografo a nessuno. E se avesse premiato la Coppola solo perché è la sua ex.. ha fatto bene!



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