Intervista a Caparezza: “Non amo i social network e non ho twitter”
All’incontro al Festival internazionale del Giornalismo a Perugia (dal 24 al 29 aprile 2012) c’era anche lui, come ospite. A fare che? Per farsi fare delle domande, ovvio, su politica, musica, lavoratori in nero e sulla crisi dell’industria discografica. Non temete, in realtà si è riso molto…
Ieri sera al Festival del giornalismo il musicista Michele Salvemini in arte Caparezza che presenterà il concertone del 1 Maggio a Roma, ha incontrato il pubblico per parlare di sé. Noi di Gossipblog gp gli abbiamo fatto qualche domandina:
Lavoratori in nero che montano palchi di cantanti famosi, tu che ne pensi?
Noi siamo sempre molto attenti e nel nostro campo c’è un po’ di accanimento adesso, forse anche giusto. Ho notato che ultimamente stanno cercando un po’ lo scoop, tanto è vero che capita venga fuori una notizia falsa che poi deve essere smentita. Ben venga che ci siano dei controlli, anzi, non era normale che non ci fossero prima: ognuno deve fare in modo di avere tutto a posto.
Potrebbe essere capitato anche in tuo tour?
Per quanto mi riguarda c’è un’organizzazione abbastanza ferrea, una volta è capitato che volessero fare uno scoop accusando uno del mio team di non aver messo in regola le luci, ma poi è scattata una querela perché non era vero. Vi assicuro che in ogni concerto, prima del sundcheck ci sono parecchi agenti che controllano che sia tutto in regola e che il concerto si possa fare.
Cosa ne pensi delle polemiche che nascono e circolano attraverso i commenti su twitter dei personaggi conosciuti?
Non sono così entusiasmato dai social network in generale, portano avanti solo l’opinione. A me non interessa se un cantante pensa che un altro cantante non abbia dei meriti e mi risulta strano che diventi notizia. Forse non ho l’età anagrafica per capire tutto questo egocentrismo!
Quindi non hai un account twitter?
No, c’è una pagina Facebook che non seguo direttamente. Chissà, magari un giorno mi verrà voglia come mi era venuta voglia prima. Io avevo Facebook quando non ce l’aveva nessuno e scrivevo in inglese perché c’erano solo inglesi. Poi mi sono reso conto che non era facile seguire e avere rapporti personali con tutti, quindi ho fatto un passo indietro. Tra l’altro, ho scoperto che non avendo account Facebook e twitter ho un sacco di tempo libero per fare altre cose!



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