George Clooney truffato: griffe falsa a suo nome
Milano nel panico, tribunale assediato. George Clooney ha testimoniato contro alcuni personaggi che lo avevano truffato. Una griffe italiana a suo nome che lui non aveva mai autorizzato, scoperta dalle forse dell’ordine. Il processo e le testimonianze, con Clooney che loda la giustizia italiana. Sì, direte voi, ma com’è andata?
Quello che forse non sapete è che dietro questa storia c’è (anche) lo zampino di Vanity Fair. Proprio nel 2006, infatti, aveva smascherato primo di tutti i traffici di uno dei tre imputati: l’aspirante attrice Vanja Goggi, titolare della ditta, con un precedente di truffa di Rolex e, a suo dire, amante italiana dell’attore hollywoodiano.
Lei, allora, portava come prova della loro storia presunti scambi di mail con Clooney. Alcuni, scritti in un improbabile italiano, altri, in un inglese sconclusionato, altri ancora su carta intestata di alberghi in cui i due avrebbero passato focose notti. Vanja aveva provato a convincerci che della loro love story era a conoscenza anche il rappresentante legale di Clooney in Italia, tal Francesco (che poi si scoprirà, nell’inchiesta, fare di cognome Galdelli e essere il factotum della stessa ditta). (VF)
Una truffa un po’ patetica, con fotomontaggi, mail false.. Che tristezza. Elisabetta invece avrà molto da mostrare quando (e se) la storia finirà…




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